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Il presidente della
Camera di Commercio Bruno Amoroso
le ha definite “lungimiranti”.
Sono le prime 19 imprese tessili
varesine che hanno ottenuto il
Certificato di Tracciabilità.
Aziende capaci di raggiungere
l’obiettivo
di costruire un sistema di etichettatura
volontaria che vada oltre ai requisiti
previsti dalla legge. Hanno così
incorporato nelle etichette la
tracciabilità permettendo al consumatore
d’individuare facilmente
l’origine del prodotto, l’ecologità, la
performance e la manutenzione.
«Sono
imprese che hanno saputo “guardare
oltre” la situazione contingente
– sottolinea lo stesso Bruno Amoroso –,
mettendo impegno e attenzione costanti
verso le esigenze del consumatore e
puntando sulla qualità produttiva. Un
atteggiamento che non potrà che essere
premiante nel “lungo periodo”. Ecco
perché ho parlato di “lungimiranza” nei
loro riguardi».
Non è un caso che siano
aziende del Tessile Varesino - oltre
2.200 imprese con più di 20mila
collaboratori - a vedersi per prime
riconosciute come portatrici della
tracciabilità. La proposta di un
“Modello di Tracciabilità Volontaria per
il Settore Tessile-Moda-Abbigliamento”
nacque infatti proprio qui, nella Camera
di Commercio di Varese, con il supporto
tecnico del Centro Tessile Cotoniero e
dell’Abbigliamento.
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