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Sostenibilità Made in Varese

Focus analisi congiunturale del I trimestre 2026

L’analisi condotta dall’Ufficio Analisi Economiche, sulla base dei dati raccolti nell’indagine congiunturale di Unioncamere Lombardia del primo trimestre 2026, mostrano come l’ecosistema produttivo locale sia costantemente attento e consapevole dell’importanza dei temi ESG. Il quadro che emerge è variegato ma rivela punti di contatto significativi tra i diversi settori dell’economia varesina.

L’importanza attribuita alla sostenibilità dalle imprese della provincia di Varese risulta solida, in particolare nei comparti industriale e artigiano, e in alcuni casi supera la media regionale. Il 74,4% delle imprese manifatturiere varesine considera la sostenibilità un tema rilevante; nell’artigianato la percentuale è del 64,2%. Il commercio registra un 61,4% complessivo, con una quota rilevante che la giudica molto importante (29,3%). Nei servizi il 62,2% delle imprese esprime una valutazione positiva sul tema.

Sul fronte ambientale, la raccolta differenziata rimane l’azione più diffusa, adottata in modo trasversale quasi dalla totalità delle imprese. Escludendo questa pratica, le iniziative specifiche per ridurre l’impatto ambientale variano per settore: nell’industria prevalgono il riciclo degli scarti di produzione, la riduzione dei consumi energetici e l’uso di fonti rinnovabili; l’artigianato punta anch’esso su risparmio energetico e rinnovabili ma dedica attenzione anche alla selezione dei canali di fornitura. Commercio e servizi mostrano interesse per l’efficienza energetica e prestano inoltre maggiore attenzione alle emissioni. Nonostante l’attenzione ai consumi, la dipendenza energetica da fornitori esterni resta un nodo centrale. Per la maggior parte delle imprese il livello di dipendenza non è cambiato nell’ultimo anno (93% nell’artigianato, 88% nell’industria, 90% nel commercio e 91% nei servizi). La quota di energia autoprodotta sul fabbisogno totale rimane limitata: circa il 15% delle imprese nei settori industriale e artigiano, e intorno al 5% per commercio e servizi.

Le azioni di responsabilità sociale risultano meno diffuse rispetto a quelle ambientali, ma questa gap rappresenta anche un’opportunità. Infatti, mentre le pratiche ambientali sono ormai consolidate nelle routine aziendali, le iniziative sociali si stanno affermando gradualmente e offrono spazio per innovazione, miglioramento del clima interno e valore reputazionale. Tuttavia, vi sono nel territorio alcune imprese che hanno intrapreso delle azioni riguardo questa tematica, con particolare attenzione alla valorizzazione e al benessere dei dipendenti. Vengono impiegate anche la valutazione del benessere lavorativo (97,5% nei servizi e 94,6% nell’industria) e le attività di formazione continua (87,6% nell’industria e 85,0% nel commercio). L’adozione di criteri di parità in organico è un altro pilastro importante (85,3% nei servizi e 83,6% nel commercio). Al contrario, sono ancora poco diffuse figure dedicate alla responsabilità sociale in organico, così come le attività di marketing a scopo benefico. 

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