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L'export del territorio di Varese nel primo trimestre 2026: 3,6 miliardi di euro

Crescita del +23,2% rispetto al I trimestre 2025 che stacca la media italiana (+1,3%)
Statistica

L’economia della provincia di Varese apre il 2026 consolidando la propria vocazione internazionale. Nei primi tre mesi dell'anno, il volume delle esportazioni ha toccato i 3,6 miliardi di euro, secondo le rielaborazioni dell’Ufficio Analisi Economiche di Camera di Commercio di Varese sui dati Istat pubblicati su Osserva. Questo dato segna un eccellente incremento del 23,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, una performance che distanzia nettamente la media nazionale ferma a +1,3%. Parallelamente, a fronte di importazioni in decisa frenata (scese del -18,7%, attestandosi a 2 miliardi di euro), la bilancia commerciale varesina chiude questo avvio d'anno con un attivo di 1,6 miliardi. 

Per quanto riguarda i mercati di destinazione, i dati evidenziano un cambio di paradigma: la spinta propulsiva arriva oggi dalle economie extra-UE, che compensano la flessione verso partner storici come Germania (-2,3%), Francia (-3,7%) e Spagna (-2,0%), con la sola Polonia in controtendenza (+2,6%). Tra le piazze extra-UE si confermano in crescita partner storici come la Svizzera (+71,2%), Regno Unito (+67,7%) e gli USA (+36,8%), a cui si affiancano nuove e importanti frontiere commerciali come l'Arabia Saudita (+159,4%) che entra nella top ten provinciale, e il Brasile (+103,6%).

Analizzando i settori merceologici, l’export varesino trova il suo pilastro principale nei mezzi di trasporto, prima voce assoluta della provincia con quasi 700 milioni di euro, pari al 19% del totale complessivo. Si tratta di un comparto caratterizzato da un'elevata concentrazione, dove i primi tre mercati di destinazione assorbono da soli circa il 30% del valore esportato. Non meno rilevante è il contributo dei macchinari, che incidono per il 16,9% sul totale grazie a una crescita del +5,1%. Questo risultato è stato trainato dall'apertura verso nuovi sbocchi commerciali affiancati ai partner tradizionali, con l'ingresso nella top ten dell'India, che oggi rappresenta il 4,7% del settore grazie a un balzo del 72,5%, e della Corea del Sud, arrivata a pesare per il 2,6% dopo aver più che quintuplicato il proprio valore. Chiude infine il quadro positivo il comparto del tessile e abbigliamento, capace di un incremento del +17,2%, dopo un periodo di rallentamento. Anche questo mercato ha saputo differenziare i propri flussi, conquistando posizioni di rilievo in Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti e Giappone.

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